EMDR



L’ EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1989 dalla psicologa americana Francine Shapiro. Utilizzato in origine per alleviare lo stress associato ai ricordi traumatici, ha avuto negli anni abbondanti ricerche cliniche coinvolgendo psicoterapeuti, ricercatori della salute mentale, neurofisiologi.






Tutti gli esseri umani hanno un sistema fisiologico di elaborazione dell’informazione per affrontare la molteplicità di elementi delle nostre esperienze e immagazzinare i relativi ricordi in una forma accessibile e funzionale. Il modello teorico dell’EMDR ritiene che le esperienze traumatiche e/o altamente stressanti possono essere memorizzate come ricordi in modo disfunzionale, dovuto all’impatto emotivo al momento dell’esperienza.
Il cambiamento terapeutico che si riscontra dopo un trattamento con EMDR è il risultato dell’elaborazione di queste esperienze e consente una risoluzione adattiva. L’EMDR può contribuire ad alleviare i sintomi di molti disturbi clinici attraverso l’elaborazione dei ricordi disturbanti di esperienze di vita che possono aver contribuito allo sviluppo di tali disturbi.



Le applicazioni cliniche dell’EMDR sono state largamente studiate con diversi disturbi come:
Fobie (de Jongh, Ten Broeke & Renssen, 1999; de Jongh, et al., 2002)
Disturbi di panico (Goldstein et al., 2000; Fernandez & Faretta, 2007)
Disturbo d’ansia generalizzato (Gauvreau & Bouchard, 2008)
Problemi di condotta e di autostima (Soberman, Greenwald & Rule, 2002)
Lutti complessi (Solomon & Rando, 2007)
Disturbo di dismorfismo corporeo (Brown, McGoldrick & Buchanan, 1997)
Disfunzioni sessuali (Wernik, 1993)
Pedofilia (Ricci et al., 2006)
Ansia da prestazione (Barker & Barker, 2007)
Dolore Cronico (Grant & Threlfo, 2002)
Dolore da arto fantasma (Schneider et al., 2008; de Roos, Veenstra et al., 2010)

Per ulteriori approfondimenti: www.emdr.it